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Sanità pugliese: gravi profili di illegittimità
» 05.10.2009
Nel corso dell’incontro è stato segnalato, tra l’altro, l’utilizzo improprio del credito di imposta per le nuove assunzioni (che nuove non sono, in quanto il personale assunto era già operante alle dipendenza delle imprese e cooperative che sinora erogavano i servizi), nonché la asserita non esigibilità dell’IVA per le prestazioni rese dalle neo costituite società in house, tema su cui è stato già presentato un interpello all’Agenzia delle Entrate.
ll Taiis sta inoltre completando approfondimenti sulla esistenza di profili di concorrenza sleale da segnalare alle Autorità di vigilanza.
Al di là degli aspetti giuridici, hanno sottolineato gli esponenti del Taiis, si rischia di aggravare ulteriormente e in maniera pesante il debito della sanità pugliese, visto che nel primo anno di sperimentazione effettuata presso la ASL Foggia 1, le spese risultano più che raddoppiate per i servizi di ausiliariato e per le attività di pulizia.
"Inoltre", hanno evidenziato gli esponenti del Taiis, "con le scelte di reinternalizzare i servizi, le Istituzioni pugliesi minacciano di colpire gravemente le imprese di servizi della Regione, che, se sostenute, potrebbero qualificare il settore, determinando una occupazione di qualità e contribuendo alla ricchezza territoriale, visto che il settore dei servizi e’ e sara’ sempre piu’ quello trainante della economia del Paese.
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