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“Un nuovo modello procedurale contro il non fare”

» 14.02.2011

Nei giorni scorsi è ripartito con vigore il dibattito sul tema delle infrastrutture con autorevoli interventi. Convergente è la critica per una normativa poco chiara e farraginosa oltreché per le procedure burocratizzate e dispersive; ciò è dimostrato dal fatto che in Italia, accanto a pochi casi positivi (Metropolitana di Torino e Passante di Mestre) ve ne sono numerosissimi caratterizzati da tempi lunghi, da incrementi esponenziali dei costi e/o da scarsità di fondi.

L’Osservatorio su "I Costi del Non Fare", che da tempo si occupa di questi temi, ha analizzato in dettaglio le cause della ritardata e/o mancata realizzazione delle infrastrutture in Italia ed ha proposto soluzioni concrete per sbloccare lo sviluppo delle opere.

Circa il secondo punto, l’Osservatorio ha predisposto un modello, la PROCEDURA STANDARDIZZATA, che si basa su una visione complessiva delle problematiche. "Nei mesi scorsi - dichiara il prof. Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi e Direttore dell’Osservatorio - abbiamo messo a punto un nuovo modello per accelerare l’approvazione delle infrastrutture denominato "PROCEDURA STANDARDIZZATA". Si tratta di un approccio che considera il processo dalla ideazione al taglio del nastro. Esso è:

1) Strutturato, cioè in grado di evidenziare fasi e momenti decisionali tipici e critici;
2) Ottimizzante, cioè idoneo ad assumere decisioni fondate, consapevoli e corrette;
3) Stabile, che non lasci spazio, se non in casi estremi, alla revisione delle decisioni assunte;
4) Progressivo, che cioè determini una crescita delle risorse impiegate nella valutazione/progettazione man mano che si verifica la validità e la accettabilità della iniziativa."

Fonte: Osservatorio "I costi del non fare"


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